Roberto Sparaci

Roberto Sparaci

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Stjepko Mamić e Davor Vuković Mostra “LA POESIA DEL MARE

19-26 settembre 2019
di Svjetlana Lipanović
la poesia del mare 1
Nel mese di settembre si svolgerà negli spazi della prestigiosa Galleria Angelica, nel centro di Roma la mostra di Stjepko Mamić e Davor Vuković, due tra i più interessanti pittori croati contemporanei. L’importante evento curato da Svjetlana Lipanović, presenterà una quarantina d’opere dedicate al mare e, alle isole sparse nell’ Adriatico. Le tele raccontano lo splendore del meraviglioso mondo marino e sottomarino a cui gli artisti sono legati con amore profondo. Nello stesso tempo, le poetiche immagini rendono un omaggio alla natura, la magnifica, incontrastata dominatrice che con la sua forza arcana introduce gli amanti dell’arte, in un modo senza tempo.
Stjepko Mamić, pittore raguseo si distingue per le sue originali creazioni in cui i mille colori sono rischiarati dal luccichio delle foglioline dorate ed argentate inserite con una tecnica innovativa sulle tele. Nei suoi coloratissimi quadri sono immortalati i pesci dalle forme stilizzate, le meduse che ricordano i fiori tropicali e diversi abitanti degli abissi, mentre altre immagini riportano le reti, le barche con i pescatori nascoste nelle insenature della costa dalmata, le vele oppure i paesaggi mediterranei intorno all’antica città di Dubrovnik. Una delle caratteristiche dei quadri è la luce che entra dall’alto nelle profondità marine illuminando con raggi argentati gli angoli bui del mondo misterioso. Il pittore che non appartiene a nessun movimento pittorico, crea direttamente sulle tele le sue opere, lavorando con la spatola e, rifinendole in seguito con un sottile pennello. L’innato talento artistico, la grande fantasia e il senso del colore che gli appartengono sono accompagnati con la gioia di vivere, espressa da tonalità brillanti.
La sua carriera pittorica è segnata dai successi a livello nazionale ed internazionale. Negli anni passati Mamić ha partecipato alle diverse mostre personali e collettive in Italia, Danimarca, Regno Unito, Svizzera, Giappone, Stati Uniti, Francia, Corea del Sud, Iran, Cina, Stati Uniti, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Croazia ed altri paesi sparsi nel mondo. Sarebbe quasi impossibile elencare tutti i premi e le onorificenze ricevute dall’artista nella pluriennale attività. L’ultima che gli è stata consegnata a Parigi il 22 giugno 2019 è l’elezione a membro di Societé Académique Arts-Sciences-Lettres. L’artista fa parte delle varie Associazioni artistiche in Croazia, Regno Unito e Germania nonché di “Stjepko Art” costituita a Dubrovnik. Spesso presente in Italia, è stato nominato Maestro dell’Arte e Ambasciatore della cultura nel mondo, nel 2014 a Lecce, mentre gli altri premi gli sono stati consegnati nel 2015 a Firenze e in importanti esposizioni in Francia.
la poesia del mare 2
Presente con le sue opere a Spoleto ed alla Biennale di Venezia nel 2017, ha avuto delle ottime critiche dal prof. Vittorio Sgarbi, critico d’arte. A Roma ha esposto presso: “Museo Crocetti” nel 2016, la “Galleria Angelica” nell’ ottobre del 2017 e presso la “Galleria Consorti” e la galleria “Rossocinabro” nel corso del 2018 per ritornare di nuovo, con “La poesia del mare”, nella Città Eterna. Il suo detto “L’Arte è la vita” dimostra il suo legame indissolubile con l’arte a cui ha dedicato la sua esistenza.
Davor Vuković, eccellente pittore prematuramente scomparso nel 2015 si presenta con i dipinti in cui si nota una accurata ricerca pittorica, basata sul colore. L’Alfa e l’Omega della sua creatività è proprio il colore che diventa l’inizio e la fine di tutto. L’artista, grande amante della natura con cui vive quasi in simbiosi, ha creato delle immagini stupende, illuminate dal sole del Mediterraneo in cui si riconosce l’arcipelago delle isole dalmate. E’ un posto magico “il locus amoenus” nato dai ricordi dell’artista, legati all’infanzia trascorsa sulla riva del mare.
la poesia del mare
Vuković fu sopranominato “il Maestro della innovazione formale” dai critici newyorchesi, la città in cui ha esposto con successo. I suoi quadri sono facilmente riconoscibili per le immagini a due strati, con cui si crea un certo movimento. Sotto le pennellate colorate si nasconde il primo dipinto accennato, avvolto in una ragnatela dai fili colorati. In questo modo si ottengono degli effetti nuovi, una immagine della realtà trasformata simile ad un sogno colorato dalle tonalità dell’arcobaleno. Il pittore, conosciuto particolarmente negli Stati Uniti , in seguito alla mostra tenuta a New York nel 2013 è stato inserito con il suo quadro “Adriatic Wonder” nella prestigiosa edizione “The Best Modern and Contemporary Artists”. Il suo percorso artistico è cosparso da premi meritati, ricevuti presso le mostre all’estero e in Croazia. Gli ultimi premi gli sono stati assegnati durante “European Biennale” a Parigi nel 2014 e, il successivo alla sua scomparsa nella Mostra Florence Art, del 2015 a Firenze. A Roma, gli amanti d’arte hanno potuto ammirare le sue creazioni presso le gallerie: ” Il Collezionista”, “Galleria del Bramante” “Il Teatro dei Dioscuri” nel 2015, e in seguito nella “Domus Romana” nel 2016 e “Galleria Consorti” nel 2017.
Questa volta Stjepko Mamić e Davor Vuković, i due grandi amici si trovano insieme ad esporre per presentare al pubblico romano il loro mondo pieno di poesia e, a confermare ancora una volta, l’amicizia che continua al di là del tempo e, della vita terrena.
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Il TRITTICO DEGLI EVANGELISTI

Il Codex Purpureus Rossanensis nella interpretazione dello scultore Mario Zanoni.
La testimonianza dell'artista che ha realizzato il Trittico degli Evangelisti ispirato
all'antico Codice miniato del VI secolo. La pala è attualmente in mostra a Monte San Martino, nella chiesa di San Martino Vescovo.
Così come il ‘Purpureo Codice’ si propone di rivelare ai credenti di quel tempo misteri, similitudini e concordanze nella narrazione dei quattro evangelisti, mi sono messo all’opera per illustrare in un trittico policromo e polimaterico il prezioso con- tenuto iconografico delle parabole narrate.
L’impresa, alla quale ho dedicato quasi un anno della mia vita, mi ha riportato a quel che poteva essere la trasmissione del messaggio cristiano in quel tempo, riservata ad una ristretta cerchia tra clero e nobiltà, e solo nei secoli successivi attra- verso il mosaico prima e l’affresco poi si creò un’ampia divulgazione popolare.
Il mio sogno segreto era di leggere negli occhi di chi osserva la mia minuscola pala lo stesso stupore degli antichi di fronte ai vangeli narrati dai dipinti nelle cattedrali di quel tempo lontano.
Mario Zanoni
codex 1
Il Codex Purpureus Rossanensis è un Evangeliario greco miniato, che contiene l’intero Vangelo di Matteo, quasi tutto quello di Marco e una parte della lettera di Eusebio a Copiano sulla concordanza dei Vangeli. Si tratta di un testo adespoto (se ne ignorano, infatti, gli autori) di cui rimangono, degli originari 400, 188 fogli di pergamena lavorata, tinta in colore purpureo. La grafia in cui è redatto è la maiuscola biblica o greca onciale, con termini in scriptio continua (senza separazione delle parole), privi di accenti, spiriti, segni di interpunzione, eccetto il punctum che segna il passaggio da un periodo all’altro.
Frontespizio dei canoni.
La pagina contiene una miniatura, in cui viene raffigurata la fascia ornamentale circolare delineata, sia all'interno che all'esterno, da una cornice aurea che si interseca lungo le direttrici del diametro orizzontale e verticale, dando luogo a quattro tondi collocati nella suddetta fascia ornamentale. In ciascuno di questi è dipinta la mezza figura di un evangelista ritratto su un fondo azzurro. I ritratti dei quattro evangelisti non hanno caratterizzazioni individuali, per cui Matteo è identificabile grazie al nome inciso in alto, gli altri invece sono identificabili grazie alle iniziali: Marco a sinistra, Luca a destra e Giovanni in basso. Ognuno di essi si connota per la presenza dell'aureola, della copertina del libro dorato e per il singolare gesto di alzare la mano destra. Nello spazio che intercorre tra un tondo e l'altro si ravvisano dei dischi di colore nero, arancione, indaco e rosa. Al centro di questa illustrazione compare la scritta: “Struttura del canone delle concordanze tra i Vangeli”.
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La scelta fra Gesù e Barabba.
Nella metà superiore della pagina illustrata, Pilato viene raffigurato al centro, seduto nello stesso tribunale presente nella miniatura del processo a Cristo. Ai lati del tribunale una folla di uomini gesticolano, mentre a destra una figura in uniforme è occupata a scrivere su una tavoletta di cera.
Nella metà inferiore della pagina, a sinistra, Cristo è fiancheggiato da due ufficiali, a destra Barabba si accompagna a due carcerieri. Il carceriere, vestito di rosso, tiene una fune attorno al collo di Barabba e guarda Pilato, mostrando di attendere una sua decisione.
Comunione degli Apostoli.
“Prese il pane, profferite le parole di ringraziamento, Egli lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo”. Sulla pagina destra, altri sei apostoli incedono da sinistra verso destra per ricevere il vino. Sui loro capi si legge: “Presa la coppa, profferite le parole di ringraziamento, Egli la diede loro dicendo: "Questo è il mio sangue”.
Colloquio coi mercanti nel tempio.
I particolari della scena sono tratti, quasi tutti, dal secondo capitolo del Vangelo di Giovanni. Il tempio viene raffigurato a sinistra in modo abbastanza schematico. Nel cortile munito di colonne ha luogo il colloquio tra Gesù e i sacerdoti del tempio. Cristo, rappresentato tra le due colonne nere, tiene nella mano destra una frusta, mentre a destra sono presenti uomini e animali in fuga. La miniatura raffigura Cristo con i sacerdoti subito dopo la cacciata dei mercanti dal cortile.
Senza titolo 6
Parabola delle vergini
L'unica fonte di questa parabola è il Vangelo di Matteo. Una porta a pannelli divide la scena a metà: a sinistra si identificano le cinque vergini stolte: esse, vestite in abiti colorati con torce spente in mano, incedono dietro la prima, vestita di nero, che bussa alla porta chiusa. Nella scena di destra si riconoscono le cinque vergini sagge, abbigliate di bianco con in mano, ognuna, una torcia accesa.
Ultima cena
Cristo e i dodici apostoli sono disposti attorno ad una tavola semicircolare, al centro della quale si distingue una coppa d'oro. Il sesto apostolo da sinistra vi intinge il pane, mentre Cristo alza la mano come se volesse parlare. La miniatura illustra l'azione descritta da Marco, 26 - 23: “Colui che intinge la mano nel piatto con me, mi tradirà”. L’episodio è commentato dal versetto riportato in alto, in greco, “In verità vi dico che uno di voi mi tradirà” (Marco, 26 -21). Nella scena di destra, è proposta la lavanda dei piedi, nel momento in cui Cristo si china a lavare i piedi a Pietro; il versetto greco riportato recita: “Egli (Pietro) gli dice: tu non laverai i miei piedi.” (Giovanni 13, 8).
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Mater Mediterranea

Rassegna Internazionale di Arte Contemporanea
“Gli uomini e le donne della pittura, della scultura, della fotografia, della musica, della letteratura e della poesia non imbracciano armi, non innescano pretestuosi attriti, non istigano e non dividono; l’arte offre suggestioni forme e, colori nati nella culla più calda del cuore, fra le emozioni più care della vera ricchezza della propria vita; allora, l’arte diventa focolare domestico ove ogni interprete continua a narrare le storie più belle dell’uomo…”
Rosario Sprovieri
di Valentina D'Ignazi
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Inizia così, da giovedì 13 giugno a domenica 30 giugno, questo inebri- ante viaggio nel mondo dell’Arte contemporanea dove meravigliose opere di pittura, scultura e fotografia saranno a disposizione di tutti coloro che amano perdersi in mondi nuovi, inesplorati…mondi dove l’anima non ha etnia e confini. L’evento: Mater Mediterranea è curato dall’Associazione Culturale ArtinArte e coinvolge artisti nazionali ed internazionali selezionati , di grande esperienza e di notevoli capacità artistiche e tecniche. Ad ospitare questo imperdibile evento è il più grande luogo di culto d’Europa: La Moschea di Roma, grazie alla straordinaria disponibilità della Direzione del Centro Culturale Islamico, del suo Segretario Generale dott. Abdellah Redouane e dell’Imam Salah Ramadan; i locali della parte espositiva della Moschea, opera dell’Architetto Paolo Portoghesi. Quale spazio migliore per conoscere ed esplorare mondi nuovi, in un forte abbraccio artistico fra diverse civiltà e culture della terra.
“La “mission comune” - che abbiamo condiviso per la progettazione della prima edizione di Mater Mediterranea - è un filo poderoso, teso steso fra acqua e terra, è una vera rete pronta a salvare lo spirito e ad accogliere la bellezza. Un vero palcoscenico prestigioso ove quell’umanità laboriosa e colta può riconoscersi, sognatori degli stessi sogni, amati figli della stessa gente; uomini e donne baciati dalla luce dello stesso sole e soggiogati dalla brezza leggera e dal lasciarsi incantare dai suoni e dai venti dello stesso mare Mediterraneo.”
MAter 2
A partecipare a questo meraviglioso evento è un’ Artista contemporanea che abbiamo avuto l’onore di conoscere e raccontare sulla Rivista di Art&Art: Giada Domenicone. In questo viaggio artistico Giada si rifà all’antica tematica dell’esistenza, di quanto ogni essere umano sia interprete e partecipe del proprio destino. L’allegoria del filo e della trama sta ad indicare la metafora del percorso della vita che si intreccia, si scompone e si ricompone alla ricerca della giusta strada da percorrere.
“Penelope non ha dubbi, afferma l ‘Artista nel titolo della sua opera: “Penelope non voleva un marito, voleva Ulisse”. Riportato a noi significa che la scelta di essere “Mater” vuole dire dare senso alla propria vita mediante l’attenzione e l’interesse al dono dell’esistenza, anche con la volontà estrema di raggiungimento dello scopo attraverso le numerose traversie che si scompongono e ricompongono quotidianamente.”
L’innaugurazione di questo prestigioso evento , alla presenza di ospiti del mondo giornalistico, di molte personalità delle rappresentanze Diplomatiche estere a Roma e presso la Santa Sede, nonché di tanti Artisti, è fissata per le ore 18:00 di giovedì 13 giugno, presso viale della Moschea 85, 00199 - Roma. Sarà possibile visitarla dalle ore 10:00 del mattino sino alle 13:00, poi dalle 13:30 alle 19:00 tutti i giorni.
Ci sono mondi che ancora non abbiamo esplorato, ci sono confini che solo l’Arte ci permette di superare con i piedi ben saldi sulla nostra terra, solo con l’immaginazione e nell’interpretazione di un’opera d’Arte c’ è la nostra più intima libertà, la scoperta inconscia di noi stessi… il riconoscersi, nella creazione di un artista, è un gesto d’amore ricco di fratellanza e umanità.
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I Tesori del Borgo - Ripe San Ginesio

Come far diventare un piccolo borgo dell’entroterra in una meta turistica molto amata.
di Giulia Sancricca
Tesori del borgo
Superare le necessità del sisma, lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e la perdita delle tradizioni.
Sono azioni possibili e a dimostrarlo è Ripe San Ginesio. Un paesino arroccato su una collina della valle del Fiastra, un caratteristico paese di origine medioevale in provincia di Macerata. Di quel periodo conserva ancora il suggestivo impianto urbanistico con vie strette a spirale, con vicoli interrotti da piagge e scalinate, con case addossate le une alle altre e congiunte tra di loro da alti cavalcavia che affascinano i turisti. Ma non sono solo questi i punti di forza che trainano le visite nel borgo medievale. In questo paese che conta poco più di 800 abitanti, infatti, sono state applicate delle strategie per far sì che si potesse far fronte ai problemi nati nei borghi storici. Problemi che sorgevano nei paesi già prima del sisma e che, dopo il 2016, si sono accentuati. Ripe San Ginesio, però, grazie al progetto Borgo Futuro è diventato un paese dinamico e vivace, sia dal punto di vista culturale che sociale.
Nel centro storico il Comune ha attuato la politica di ristrutturazione di alcuni locali che sono stati messi a disposizione a coloro che volevano installare in maniera permanente una bottega artigiana, pagando solo un affitto simbolico. E’ stata data la priorità ad attività che fossero creative, artistiche, artigianali.
La prima avviata è stata una bottega alimentare con prodotti a km zero, poi un birrificio artigianale che è nato in forma ridotta e successivamente ha avuto la necessità di ingrandirsi, chiedendo un ulteriore spazio. Poi la bottega di un ceramista; un laboratorio di gioielli realizzati con pietre naturali; uno spazio è stato concesso a Giaconi Editore per creare un luogo di incontro di scrittori, appassionati di lettura.
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Una strategia che ha permesso anche a chi non frequentava Ripe San Ginesio, di incuriosirsi a visitarlo.
Oltre a questo sono state proposte manifestazioni culturali in maniera cadenzata, per tutto l’anno, per fare in modo che queste attività non si trovassero da sole, ma fossero accompagnate da iniziative collaterali. Ripe San Ginesio vanta una Pinacoteca Comunale di Arte Contemporanea con significative testimonianze della contemporaneità integrate al territorio.
La ricca collezione nasce in seguito alle donazioni effettuate in occasione di “RipeArte”, esposizione a carattere contemporaneo allestita annualmente nei vicoli e nelle piazze del suggestivo borgo medievale dal 1982, grazie all’iniziativa di giovani pittori, scultori e abitanti appassionati. È già nato, ed è in crescita, un progetto di arte diffusa: l’idea di un percorso ciclopedonale dove saranno installate le sculture che fanno parte del parco della pinacoteca, con una scenografia paesaggistica. E' in questo particolare contesto culturale che si inserisce la mostra di scultura di Nazareno Rocchetti, promossa dal Comune e dall’Unione Montana dei Monti Azzurri.
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L’idea della mostra di Rocchetti vede come ambientazione lo scenario naturale di una arena, realizzata con la riconversione di una cava in disuso.
Il contatto con lo scultore è nato grazie alla manifestazione dei Fumi Cotti, per la quale l’artista aveva realizzato l’etichetta delle bottiglie dell’ultima edizione. Poco dopo, quindi, il pensiero è tornato a quello che tutti conoscono come l’artista del fuoco che porterà dal 30 giugno al 30 agosto prossimi le sue opere nel fantastico borgo di Ripe San Ginesio.
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Passions of art

passions of art
La mostra Passions of Art è approdata al Porto turistico di Roma con 23 artisti di indiscusso valore.
Grande successo di pubblico che, complice un clima particolarmente adatto, ha riversato nella galleria molti curiosi e collezionisti da ogni parte del Lazio.
Gli artisti oltre che a ricevere insieme agli organizzatori gli interessati, si sono molto impegnati nel realizzare opere uniche per rendere in arte visiva ciò la mente vorrebbe imprimere sulla tela. In molti casi nella figurazione riusciamo a capire immediatamente il significato di un’opera, ma nell’astratto e nell’informale ognuno di noi riesce a leggere secondo la propria sensibilità e capacità percettiva il messaggio che il pittore o lo scultore vorrebbe trasmettere. Non sempre si intuisce nell’immediato il messaggio ma proprio questa difficoltà fa si che nei colori, nelle pennellate, nella stesura e nell’amalgama della tavolozza si provino quelle sensazioni e intuizioni capaci di fare innamorare il visitatore di questa o quell’opera.
passions of art 1
L’arte è un mondo a sè, capace di far discutere per diverso tempo su un soggetto piuttosto che su una pennellata o su una geometria senza trovare un comune accordo se non quello che è la bellezza dell’opera stessa.
Come già accaduto nelle precedenti occasioni, Rete Oro, partner della galleria, è stata presente con un inviato che si è dedicato alle interviste agli artisti e al curatore della mostra.
Artisti in esposizione:
Rosy Bianco, Filippo De Luca, Giusy Dibilio, Giusy Cristina Ferrante, Daniela Issoglio, Laila, Paola Leonardi, Livia Licheri, Marco Lodola, Rita, Lombardi, Anna maggio, Romeo Mesisca, Elena Modelli, Mara Morolli, Annalisa Macchione, Leonardo Niloa, Antonietta Nori, Sebastiano Plutino, Paola Romano, Norman Tacchi, Anna Maria Tani, Valentina Valente, Mario Zanoni.
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Passions of art
11al 24 maggio 2019
Galleria Ess&rrE
Porto turistico di Roma
Locale 876
L.mare Duca degli Abruzzi, 84 00121 – Roma
Cell. 329 4681684
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www.accainarte.it
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Brescia Photo Festival III edizione 2-5 maggio 2019

f3 The Atlas of Beauty Mihaela Noroc 12 1La terza edizione del Brescia Photo Festival, rassegna internazionale di fotografia con la direzione artistica di Renato Corsini, si terrà a Brescia da giovedì 2 a domenica 5 maggio 2019 (www.bresciaphoto-festival.it).
Promosso da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei e Ma.Co.f. - Centro della fotografia italiana, esplorerà per quattro giornate molteplici aspetti del vastissimo universo femminile affiancando allo sguardo di grandi artisti della fotografia dall’Ottocento a oggi – da Man Ray a Robert Mapplethorpe, da Vanessa Beecroft a Francesca Woodman, da Julia Margaret Cameron a Mihaela Noroc ed Elisabetta Catalano – riflessioni e progetti inediti che indagano la complessità del femminile nella società contemporanea. 10 sedi – per un totale di 4.000mq espositivi – nel centro storico di Brescia e in provincia ospiteranno 18 mostre e progetti espositivi – 11 produzioni del festival e 7 monografiche di cui 3 in Persone che fuggono dalla Libia durante gli scontri tra i ribelli e le forze pro Gheddafi. Valico di frontiera di Ras JdirTunisia 2011 Paolo Pellegrin Magnum Photos 1edite in Italia – che valicheranno i confini temporali del festival e proseguiranno fino all’estate; talk con gli artisti; workshop; concerti; proiezioni cinematografiche e visite guidate. Saranno coinvolte anche le gallerie d’arte di Brescia, le librerie e le biblioteche con progetti sul tema: il festival vuole infatti essere anche un momento di festa per esplorare lo straordinario patrimonio artistico e architettonico del capoluogo lombardo e il suo territorio. «Fondazione Brescia Musei rinnova, con la terza edizione, il format del Photo Festival realizzando una vera e propria invasione fotografica cittadina di grande qualità e in linea con le idee al centro del dibattito dell'agenda internazionale, dell'opinione pubblica e dei media – dichiara Stefano Karadjov, nuovo direttore di Fondazione Brescia Musei – un’avventura di Festival da non perdere concentrata in un weekend di eventi e feste ma che proseguirà, fino a settembre inoltrato, con la tenuta delle mostre per una estate a tutta immagine». Una nessuna centomila foto Marzia Malli Brescia Photo Festival 2019 1Il Museo della città, un antico monastero femminile di origine longobarda, accoglie Da Man Ray a Vanessa Beecroft, un percorso di 8 mostre: un trittico tematico dedicato al rapporto tra donne e obiettivo fotografico; 3 monografiche dedicate al ritratto dal XIX al XXI secolo e due progetti one-off, omaggio a grandi artisti contemporanei. Donne davanti l’obiettivo, a cura di Mario Trevisan, racconta il nudo femminile con 110 straordinari scatti di grandi artisti di fama internazionale dall'Ottocento a oggi tra cui Vanessa Beecroft; E.J.Bellocq; Bill Brant; Robert Mapplethorpe; Elmut New ton; Man Ray; Peter Witkin; Francesca Woodman (inedita, produzione Brescia Photo Festival).
Donne dietro l’obiettivo, dalla collezione Donata Pizzi, a cura di Alessandra Capodacqua, conta invece 100 immagini delle più importanti fotografe italiane: Paola Agosti; Marina Ballo Charmet; Letizia Battaglia; Silvia Camporesi; Lisetta Carmi; Elisabetta Catalano; Paola Mattioli.
Autoritratto al femminile, a cura di Donata Pizzi e Mario Trevisan, chiude idealmente il trittico e ammicca alla cultura del selfie con 50 opere di autrici tra cui Marcella Campagnano, Paola De Pietri, Florence Henry e Carolee Schneemann (inedita, produzione Brescia Photo Festival).
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“Rendez vous à Faience”

dall’8 giugno all’8 luglio
Spataro Faenza 2
Un racconto di memoria, storia, cuore del cuore del principio dell'arte, misure a dismisura e voglia di tutto, fino al cuore del miracolo.
Questo è arte, il fine di ciò che è sempre di là da venire, da raggiungere, quanto si compone della propria incomprensibile bellezza, del proprio indecifrabile umore.
La mostra, già dal titolo, pone la città di Faenza come principio fondante, quasi un correlativo oggettivo nel suo “faience” che è sinonimo di ceramica e di ceramica d'arte nel mondo, ponendo la città romagnola come crocevia culturale e fondamentale polo artistico contemporaneo.
è a partire da tali suggestioni che si è voluto intraprendere un percorso che sviluppasse rinnovati ed inediti percorsi artistici, con un piede nella storia e lo sguardo dritto verso il futuro.
Ci sono i dipinti di Giuseppe Bedeschi e quel profumo di mare che si sente da lontano, le sue barche come gusci vuoti, svuotati, mai abbandonati, piuttosto corazze di chi ha combattuto il tempo e vive con la memoria dei giorni - anche futuri - nell'estrema nostalgia di un viaggio inesausto, viaggio di ritorno, di riandata, frammenti riaffiorati in cui lo stile è l'uomo ed il silenzio umido e livido la contingenza che ne deriva.
Spataro faenza 4
Giusy Dibilio si produce in esplosioni cromatiche, vortici di colore tridimensionale che diventano percorsi di rinnovamento sensoriale ed estetico, natu- ralmente percettivo, a ricordare il “Tunnel of love” di cui cantava Mark Knopfler. All'interno di una propria eterogeneità dell'immagine, Anna Bonini inventa paesaggi interiori fantastici, “inscapes” o morfologie psichiche in cui il divenire del colore riverbera sonorità inattese, la rappresentazione è sogno lucido e cosciente di realtà supposte. Dea Galante unisce la capacità e la destrezza nel modellato scultoreo ad uno stile che riporta al popular-surreale degli anni ‘60 e ‘70; allo stesso modo Anna Grossi, la quale aggiunge un portato di critica sociale in cui l'immagine è veicolo di pensiero, critica del lavoro, esasperazione del progresso.
Tiziana Grandi propone composizioni verticali, quasi dei totem che si configurano come espressioni monodiche, costruzioni contenenti qualcosa di primitivo, forse orientale, ad ogni modo profondamente fragile, pure nella ieraticità di una figura elegantemente espressiva, elevata ad immagine.
Spataro Faenza 8
Le sculture di Elena Modelli riportano ad un mondo altro, edulcorato, quasi l'ipotetico giardino di Willy Wonka in cui ogni costruzione zoomorfa viene attraversata dall'ironia e da un soffio di sano disincanto. L'immagine dell'albero è invece leitmotiv all'interno del lavoro di Maurizio Pilò, un simbolo di vita continuamente cangiante e mutevole nel proprio aspetto: come i rami mettono foglie nuove ad ogni passaggio di stagione, così l'artista aggiunge frammenti, lacerti, dettagli, decostruisce, trasforma e ricostruisce in un'opera aperta potenzialmente all'infinito.
Lucio Russo trova la sua peculiarità nella levigatezza delle forme del legno, curve sintetiche ed esplosive seguendo le quali potere attraversare i battiti di polso dell'universo.
Salvatore Vaccalluzzo propone invece un singolare e quantomai suggestivo amalgama di mosaico e scultura, si ritorna ai fasti figurativi dei secoli passati, al cuore della rappresentazione, al genio locale dell'artigianalità espansa.
Spataro Faenza 9
Il lavoro del maestro Mario Zanoni ci trasporta immediatamente all'interno di un immaginario archetipico in cui è il mostruoso a farsi corpo, passando dal conosciuto al “sommerso”: al di là dell'esperienza ci si addentra nelle zone oscure, tra equivoci d'identità, ripetendo ipotesi o promesse di eternità.
“La sorte del pensiero” - scriveva Camus - “non è più quella di rinunciare a sé stesso, ma di rimbalzare in immagini”. Ciò che la pittura di Roberto Tomba ci restituisce non è altro che la visualizzazione di un pensiero, una vivacità di sguardo che trasforma la velocità in movimento, sintesi di ogni profondità e suscettibilità di giudizio. Tutto si produce e si consuma nell'incanto del mistero, nel tormento per l'ignoto.
La pittura di Tiziana Salvi riconduce ad un giaciglio claudicato in cui adagiare l'incanto: c'è la freddezza bruciante di una luce lattiginosa ed elettrica, il sorriso di Selene e la notturna, triplice natura di Ecate, l'oscuro segreto della gestazione, abisso di caduta fino al cuore della propria concavità infinita, bocca spalancata a contenere e disperdere tutta la sete dell'universo.
A completare ed impreziosire la mostra sono stati invitati tre maestri faentini, presenti ognuno con una propria opera, a suggello di una rassegna che intende porsi come singolare ed importante evento all'interno della programmazione artistica cittadina: Ivo Sassi con una delle sue esplosioni scultoree che riportano a visualizzazioni cosmiche e spaziali, Alessandra Bonoli e la sua peculiare geometria sacra delle forme e Guido Mariani, con la sua scultura neoclassica ibridata da un particolare gusto pop-surreale, dai toni elegantemente grotteschi.
Signori, incontriamoci a Faenza, per la sincerità nell'arte, per ogni sorta di virtù.
Alberto Gross












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Equilibrio e passione

Mostra collettiva di arte contemporanea con artisti selezionati del panorama nazionale.
23 artisti con circa 35 opere e il Porto turistico di Roma.
Suggestiva location per avere un motivo in più per visitare la mostra che si terrà dal 22 giugno al 5 luglio 2019, in cui il mare e le barche fanno da contorno a 15 giorni di arte con gli artisti presenti all'inaugurazione per un aperitivo tutti insieme.
La mostra a tema libero mette a confronto opere, tecniche e idee per completare o iniziare un percorso di collezione con la garanzia della Galleria Ess&rrE che opera nel settore da oltre 30 anni.
Arte, Editoria, Tv, Fiere, Mostre istituzionali e private che hanno caratterizzato il lavoro di Silvio Sparaci prima, e Roberto e Fabrizio Sparaci poi, in collaborazione con Sabrina Tomei e Giorgio Barassi per gli ultimi progetti di rilevanza nazionale.

CalifArte - Gli artisti dipingono le musiche di Franco Califano

CalifArte – gli artisti dipingono le canzoni di Franco Califano
8-21 giugno 2019

Galleria Ess&rrE- Porto Turistico di Roma  329.4681684
Acca Edizioni Roma www.accainarte.it
Giorgio Barassi – p.r. per l’Arte    347.4590939
Email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.               

La mostra che intreccia Poesia, Pittura e Musica torna al Porto Turistico di Roma, nei locali della Galleria Ess&rrE, dove è iniziato il cammino del progetto artistico dedicato al cantautore e poeta Franco Califano, scomparso nel 2013. E’ la seconda edizione dell’ appuntamento romano per un evento che lo scorso anno ha riscosso un notevole successo.

I pittori e i performer che si sono impegnati nel rendere in arte visiva quello che Califano ha scritto hanno dato fondo alle loro forze facendo leggere in una diversa espressione artistica quello che il Califfo ha prodotto in canzoni, monologhi, aforismi.

Dunque ciò che conosciamo dai dischi e dalle esibizioni dal vivo, diventa pittura, scultura e performance, colorando la Galleria Ess&rrE e dando vita, il prossimo 8 giugno a partire dalle 18.00, ad una inaugurazione dal programma nutrito, arricchito da alcune novità che accompagnano l’evento.

Il premio “Amici di CalifArte” sarà assegnato all’attore Maurizio Mattioli, al giornalista Franco Melli ed al Presidente della Fondazione Califano Trust Onlus Antonello Mazzeo, che hanno confermato la loro presenza al Porto di Roma. Tre amici del Maestro che ne ricorderanno la figura e la importanza nel panorama musicale nazionale.

Ecco qualche nome degli artisti partecipanti: Marco Lodola, noto performer del neo-pop mondiale, che ha preparato i suoi perspex luminosi per interpretare “Il Campione”. Luca Dall’Olio, che coi suoi dipinti onirici ha dato vita a opere importanti dedicate a canzoni storiche scritte dal Califfo. Giorgio Gost, il performer che ha coperto di resine trasparenti un vecchio doppio album di Califano e preparato una installazione dei suoi “oggetti salvati per il futuro”. Alberto Gallingani, astrattista fiorentino che ha dato corpo pittorico a uno dei testi più emozionanti del Maestro : “Tu nell’intimità”. Cinzia Pellin, autrice di un dipinto ispirato alla storica “Minuetto”, Eolo Tripassi, apprezzato pittore romano, che ha realizzato in veste pop il monologo “L’impossibile fino alla fine”. Andrea Bassani ha dedicato a CalifArte due delle sue opere volumetriche dal tono raffinato. Antonio Murgia, intimista e indagatore dell’animo umano, perfetto per “Io non piango”.

Ognuno ha dipinto o realizzato due opere ispirate dai versi di Califano e ognuno ha lavorato secondo la propria cifra stilistica.

Il numero dei partecipanti al progetto artistico CalifArte è in continuo aumento: quasi 30 i partecipanti a questa edizione al Porto Turistico di Roma. E le richieste non mancano.

Nella fortunata mostra di CalifArte a Parma, lo scorso febbraio, sono state selezionate le numerose richieste di adesione di altri artisti e la kermesse romana si annuncia davvero ricca di artisti di diversa estrazione e stile. Giovani, nomi noti, astrattisti, figurativi, informali. Nulla è aprioristicamente escluso dalla selezione che tende alla massima estensione dell’incrocio delle arti (la Poesia, la Musica e la Pittura) nel nome di Califano e nel ricordo di un artista che ha prodotto un enorme numero di canzoni baciate dalla fortuna di un successo immortale.

L’idea di Giorgio Barassi, consulente d’ arte e curatore della mostra, di avvicinare le arti nel ricordo di un grande autore italiano è stata accompagnata già nella prima uscita romana dello scorso anno anche da un concerto dedicato a Califano ed ai suoi successi. Stavolta tocca al Duo del progetto musicale “Non escludo il ritorno” con Paolo Leone (tastiere) e Bruno Liberati (voce). Dunque davanti alla Ess&rrE, in riva al Porto, dopo l’inaugurazione, una autentica serata di Arte e Spettacolo da godere fino a tarda sera.

Domenica 9 alcuni degli artisti partecipanti a CalifArte daranno vita ad una estemporanea di pittura, realizzando le loro opere sotto i portici del Porto Turistico di Roma, davanti alla Galleria Ess&errE dalle ore 10.00. Il pubblico potrà quindi vedere all’opera gli artisti e conoscere il loro metodo creativo.

CalifArte arriva anche in TV. E il prossimo 2 giugno alle ore 22.00 sul canale 123 ddt,su Sky 868 e in live streaming sui canali web di Arte Investimenti, le opere degli artisti di CalifArte affrontano anche il pubblico dei cultori e degli appassionati dell’ Arte Italiana, assidui telespettatori delle rubriche della azienda milanese leader nella diffusione di opere d’arte di qualità.

Come già accaduto per la prima uscita a Roma, la Fondazione Califano Trust Onlus sostiene ed incoraggia questa iniziativa e gli eventi ad essa collegati, nel rispetto della linea di intenti che la Fondazione si prefigge : primo tra tutti quello di porre la figura di Califano in un luogo ideale ed alto che gli compete.

Progetto artistico e curatore : Giorgio Barassi
Direzione artistica : Sabrina Tomei
Management : Roberto Sparaci

Galleria Ess&rrE,
Porto Turistico di Roma
Lungomare Duca degli Abruzzi, 84 - locale 876
tel. 329.4681684

Orari : 10.00 / 13.00 e  16.00 / 20.00
La mostra è visitabile fino al 21 giugno.

Catalogo digitale, ingresso libero.

Mirabili visioni

La Galleria Ess&rrE dal 25 maggio al 7 giugno 2019 alle ore 17,00 inaugura la mostra

“Mirabili visioni”

Al Porto turistico di Roma nella splendida realtà romana direttamente sul mare, a ridosso delle bellissime imbarcazioni a fare da cornice a questi 15 giorni di Arte contemporanea, viene dedicata la mostra “Mirabili visioni” a quattro artisti che si sono maggiormente distinti nell’ultimo periodo con riuscite esposizioni in numerose città italiane e che si confrontano con circa 30 opere della loro recente produzione che vanno dal figurativo all’informale.  
Alcuni di loro li abbiamo proposti anche alla Fiere d’Arte di Roma e Genova 2018/19 e saranno presenti anche al Progetto CalifArte che si terrà nella medesima location dall’8 al 21 giugno 2019

Ogni artista proporrà circa otto lavori e si potrà confrontare con il pubblico e i collezionisti, a cui darà le varie spiegazioni sui temi proposti per dare loro la possibilità di immergersi in un contesto artistico di elevata capacità pittorica. Nomi di artisti che stanno riscuotendo un importante interesse nel panorama artistico nazionale e che la Galleria Ess&rrE ha intenzione di proporre con rinnovato entusiasmo anche in virtù di nuove promozioni televisive.

Le opere in esposizione sono di: Elena Cappelletto, Sabrina Golin, Andrea Marchesini e Mirella Scotton.

Dal 25 maggio al 7 giugno 2019 in mostra alla Galleria Ess&rrE al Porto turistico di Roma - locale 876 
00121 Roma - tel. 06 42990191 - 329 4681684 
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