I tesori del borgo - I Monti Sibillini
I Monti Sibillini. Viaggio nell'arte e nelle bellezze dei paesi dell'Anello dei Crinali
a cura di Marilena Spataro

Sono tanti e di notevole pregio i “tesori” custoditi nei borghi marchigiani. Qui illustriamo alcune delle bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche, dei cinque borghi che formano l'Anello dei Crinali, un percoso, appunto ad anello, che si snoda all'interno del territorio del Sistema Turistico Locale "Monti Sibillini. Terre di parchi e di incanti", poeticamente ribattezzati Monti Azzurri dal sommo Leopardi. L'Anello dei Crinali identifica un'area del Piceno in Provincia di Macerata, al confine nord-est del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, caratterizzato da un paesaggio naturale fantastico, acronimo dell'intera regione. Il territorio è compreso tra i 400 metri sul livello del mare della zona collinare fino a circa 2000 metri dell'area montana. Il mare adriatico è raggiungibile in mezz'ora d'auto. Cinque sono i Comuni che lo definiscono: Gualdo, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Sant'Angelo in Pontano e Sarnano.

Cominciamo la nostra escursione da quest'ultimo centro cittadino, il più vasto e più popolato dei cinque paesi .Posto su un’altura alle pendici dei Sibillini, Sarnano, è rinomato come centro termale, di villeggiatura e di sport invernali. L’abitato è composto da una parte moderna che si trova a valle e da un borgo medievale arroccato sul colle, tipico esempio di castrum. Gli amanti della natura possono godere della passeggiata che costeggia il fiume Tennacola fin dentro il Parco dei Sibillini.

Sant'Angelo in Pontano è un altro dei cinque paesi di cui ci occupiamo in questo nostro viaggio tra i “tesori del borgo” marchigiani. In epoca romana il suo territorio era probabilmente un vicus o un pagus. Con l'arrivo del Cristianesimo si diffuse il culto di San Michele Arcangelo che, ancora oggi, compare nel nome e nello stemma comunale. In epoca longobarda la cittadina aveva raggiunto una dimensione considerevole e faceva parte del Ducato di Spoleto, più precisamente nel Gastaldato di Ponte, da cui deriva "in Pontano" aggiunto al nome di questa località per distinguerla da altre omonime. Nel VII secolo fu costruito il convento Santa Maria delle Rose da parte dei benedettini e poco dopo il paese passò sotto il controllo dell'abbazia di Farfa. Nel X secolo prendono il potere nobili locali. Nel dicembre 1263, Sant'Angelo in Pontano diventa libero comune, ma dopo pochi anni si sottomette alla città di Tolentino, e successivamente a Fermo. Alla metà del XIV secolo, in seguito al tentativo del cardinale Albornoz di ridurre i castelli della Marca sotto il dominio del Papa, Sant'Angelo subì l'assedio e la conquista da parte delle truppe pontificie. Nel 1413 fu possesso dei Da Varano per poi tornare a Fermo, vent'anni più tardi, a seguito della campagna di Francesco Sforza. Ripreso dai pontifici, fu messo a sacco e gravemente danneggiato. Ben presto furono però riparati i danni e ritornò a far parte del territorio di Fermo di cui seguì le sorti sino al periodo napoleonico quando fu compreso nel Dipartimento del Tronto. Nel 1860, al momento della soppressione della provincia fermana, entrò a far parte di quella di Macerata. Tra i monumenti e i luoghi di maggiore interesse di Sant'Angelo in Pontano abbiamo la Collegiata del Santissimo Salvatore, la chiesa, in stile romanico-gotico, risale alla prima metà del XII secolo. L'interno è diviso in tre navate, di cui quella centrale ha il soffitto a capriate, mentre quelle laterali sono a crociera. La pianta divenne a croce greca con l'aggiunta di due cappelle laterali nel 1700. La cripta, come il campanile, è stata aggiunta nel XIV secolo ed è vasta quanto la chiesa soprastante, con archi in laterizio e volte a crociera. All'interno della collegiata sono presenti alcune pregevoli acquasantiere ricavate da antichi capitelli, mentre sul quarto pilastro di destra c'è un interessante affresco, da attribuire, molto probabilmente, alla cerchia dei Salimbeni di Sanseverino, raffigurante la Madonna con il Bambino. Nella Chiesa di San Michele, dedicata a San Michele arcangelo da cui il paese prende il nome, prima dell'attuale costruzione, era presente una cappella longobarda di cui un bassorilievo all'esterno dell'edificio tiene traccia. In un piazzale panoramico accanto al Convento degli Agostiniani, sorge la Chiesa di San Nicola, dedicata al patrono del paese. Costruita nella seconda metà del XV secolo sulla preesistente chiesa dedicata a Sant'Agostino e ristrutturata alla fine del '700, l'edificio sacro presenta all'interno la cappella di San Nicola, affrescata elegantemente e dove si possono ammirare pregevoli lavori di intaglio in legno eseguiti nei primi decenni del XVII secolo. Tra gli edifici laici suscitano interesse: la torre civica detta dell'orologio, le cui prime notizie risalgono al 1397; la Piazza Angeletti, cuore pulsante delle vita cittadina, la Rocca di San Filippo, risalente al XIII secolo ed in seguito ampliata, che si trova fuori del centro abitato e nelle cui vicinanza era presente una chiesa (XVII secolo) dalla quale la rocca prende il nome.

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